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Curare le ustioni con maschere in 3D

By Aprile 12, 2023Ottobre 6th, 2023Case study, Formlabs

Situato vicino a Lione, in Francia, Romans Ferrari è un centro di riabilitazione che fornisce cure a bambini e adolescenti che hanno subito traumi, danni cerebrali, tumori cerebrali e ustioni.

Il centro tratta ustioni facciali gravi, ma i metodi comuni di creare le maschere necessarie alla cura sono lunghi e difficili e rischiano di irritare ulteriormente i giovanissimi ammalati.

Romans Ferrari ha sviluppato un nuovo workflow, che consente di creare maschere customizzate per il trattamento delle ustioni facciali utilizzando la scansione e la stampa 3D.

Come sono curate le ustioni

Romans Ferrari accoglie bambini e adolescenti da tutta la Francia.

Il team, innanzitutto, deve evitare la formazione di contratture cicatriziali.

L’obiettivo è cicatrizzare le ferite velocemente, in modo che non si verifichino infezioni o altre criticità.

Successivamente, inizia la riabilitazione in sé, che include la medicazione della pelle con sessioni che combinano fisioterapia, docce filiformi e altre tecniche.

Una giovane ragazza dal viso ustionato indossa una maschera a compressione stampata in 3D.

Gli strumenti di compressione aiutano le cicatrici a maturare e a guarire, modellando la pelle in maniera tale che le cicatrici si adattino alla struttura facciale mano a mano che il bambino cresce.

Oltre alle tradizionali compressioni utilizzate dai centri ustioni di tutto il mondo, il team di Romans Ferrari ha sviluppato anche strumenti di crescita e maturazione o DMDG, che assicurano un supporto più mirato, favorendo una maggiore adesione ed elasticità intra-cicatrice.

In origine, per le ustioni facciali, le maschere venivano realizzate con calchi di gesso. Il medico creava un negativo con strisce di gesso, da cui creava un positivo con cui termoformava la maschera finale.

“Il gesso richiedeva che i pazienti rimanessero immobili per tutta la durata dell'ingessatura, che dura circa mezz'ora.
Inoltre, il calore delle bende rischia di infastidire i bambini e di alimentare un possibile disordine da stress post-traumatico.”

Sara AriasMedico di riabilitazione fisica e medica del Centre Romans Ferrari

Inventare un nuovo workflow per maschere facciali a compressione

“Volevamo da tempo una stampante 3D.
Eravamo sicuri che una simile tecnologia ci avrebbe permesso di creare una maschera basata sul file scansionato, senza dover mai toccare il paziente.”

Christophe DebatGeneral Manager del Centre Romans Ferrari

Jean-François Veauville, membro del consiglio di amministrazione di Romans Ferrari, ha commissionato uno studio universitario all’Ecole Centrale de Lyon.

L’obiettivo era valutare se la stampa 3D può essere utilizzata per produrre direttamente la maschera o “solamente” per migliorarne la creazione.

Dottoressa prende le misure del viso della paziente per creare la maschera in 3D.
Dottore usa uno scanner 3D per scansionare il viso della paziente.

Gli studenti hanno valutato le diverse tecnologie di stampa 3D disponibili.

I risultati delle numerose ricerche hanno indicato che la stampa 3D poteva essere utilizzata per creare i positivi che prima erano realizzati in gesso.

Non solo, ma il team doveva trovare un modo per digitalizzare l’intero flusso di lavoro.

Il team di studenti ha quindi messo in contatto il signor Veauville con 3DZ France, un rivenditore di strumenti di manifattura additiva, che ha collaborato con il team di Romans Ferrari per trovare le soluzioni adatte a ciascuna fase del processo.

Tecnico controlla e modifica la scansione eseguita con scanner 3D.

Il nuovo flusso di lavoro prevede la scansione del viso del bambino con uno scanner 3D e l’utilizzo di un software CAD per modellare una maschera basata sulla scansione.

Prima della scansione, il medico segna delicatamente le posizioni dei strumenti DMDG sul volto e il tecnico utilizza una “penna digitale” per aggiungere i dettagli.

La maschera viene quindi realizzata con una stampante 3D a sinterizzazione laser selettiva (SLS) Formlabs Fuse 1, che fa da positivo per la termoformatura della maschera finale.

Comfort maggiore e migliori risultati

Grazie alle recenti tecnologie, è diventato possibile fornire cure anche a chi vive lontano da Lione.

Recentemente, Romans Ferrari ha collaborato con l’organizzazione Medici Senza Frontiere in Giordania, dove i medici hanno scansionato il volto di un paziente e hanno inviato il file della scansione al centro di riabilitazione.

Il team ha quindi prodotto il dispositivo in Francia e l’ha successivamente inviato in Giordania.

“Grazie alla nostra vasta esperienza, puntiamo a fornire questa tecnica a tutti i pazienti, poiché i metodi e gli strumenti che produciamo sono unici e molto più efficienti di quelli disponibili altrove. L'idea è di riuscire a trovare dei partner con i quali avremo lo scanner, il medico che progetterà i dispositivi medici e noi li produrremo a costo zero, in modo che anche altri possano beneficiare di questa innovazione.”

Christophe DebatGeneral Manager del Centre Romans Ferrari

“Indosso la mia maschera ogni giorno da oltre un anno.
All'inizio è strano, ma mano a mano ci si abitua e la differenza è evidente. Prima, infatti, la mia pelle era più arrossata e più tesa.”

Laura WeibelPaziente al Centre Romans Ferrari

Far conoscere l’innovazione perché tutti i pazienti possano beneficiare della cura

“In un anno, abbiamo già superato le cento maschere.
Il nostro team è in grado di produrre strumenti di compressione che non avremmo mai potuto produrre con i metodi tradizionali.”

Christophe DebatGeneral Manager del Centre Romans Ferrari

Romans Ferrari attualmente ha in cura circa il 25% dei bambini gravemente ustionati in Francia, ma collabora anche con cliniche in Italia e in Giordania.

Grazie alle recenti tecnologie, è possibile fornire cure anche a coloro che sono lontani da Lione.

Recentemente, Romans Ferrari ha collaborato con l’organizzazione Medici Senza Frontiere in Giordania, dove i medici hanno scansionato il volto di un paziente e hanno inviato il file della scansione al centro di riabilitazione.

Il team è stato quindi in grado di produrre maschere in Francia e di inviarle in Giordania.

“La nostra clinica vuole rendere la cura tramite maschere compressive universale.
L'idea è di riuscire a trovare dei partner che forniscano lo scanner e un medico che disegni i dispositivi medici, così che il nostro team possa produrre le maschere a costo zero.”

Christophe DebatGeneral Manager del Centre Romans Ferrari

Trovi l’articolo originale sul blog di Formlabs.

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