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Riciclare i filamenti

L’additive manufacturing non danneggia necessariamente l’ambiente e circolano tuttora in commercio filamenti eco-friendly e riciclabili, ma generare meno rifiuti è, al di là di tutto, una buonissima abitudine di consumo.

Fortunatamente, mano a mano che la situazione si fa critica, iniziamo a trovare e a mettere in atto nuovi accorgimenti “ecosostenibili”.

Nel settore dell’additive manufacturing, riciclare i vecchi filamenti e trasformarli in nuovi filamenti è un’abitudine comune.

Perché dovremmo riciclare i filamenti?

Se fatto correttamente, il riciclaggio di filamenti non soltanto ci consente di diminuire di molto il nostro impatto sull’ambiente, ma offre anche alcuni vantaggi aggiuntivi.

Meno rifiuti

Anche se si utilizzano filamenti ottenuti da materiali riciclati, si contribuisce ugualmente all’aumento dei rifiuti.
Riciclare i residui di filamento, le stampe fallite e i supporti eliminati aiuta a diminuire la quantità di materiale usato.

Maggiore convenienza

Riciclare i filamenti è anche molto vantaggioso in termini economici.
Produrre da sé una bobina di filamento non è economico all’inizio, visti anche i costi delle attrezzature necessarie, ma se si riciclano correttamente i filamenti, il sistema a lungo andare si ripagherà da solo.

Più opportunità

A differenza delle bobine “fresche”, che in tanti si rifiutano di usare se non in casi di estrema necessità, il filamento riciclato si presta molto bene alle sperimentazioni con una stampante 3D.

Come riciclare i filamenti

Riciclare correttamente i filamenti è una pratica difficile, che viene consigliata soltanto a chi ha già una certa familiarità con i macchinari.

Può non essere immediato, ma se si ascoltano alcuni suggerimenti si ottengono ottimi risultati fin dall’inizio.

Per avviare il riciclaggio dei filamenti, servono:

  • un insieme di stampe fallite
  • un trituratore
  • un sistema di estrusione
  • una bobina vuota
  • un sistema di estrazione

1. Raccogliere gli scarti

Invece di buttare via il materiale in eccesso, raccogliere stampe fallite, supporti eliminati e residui di filamento e organizzare gli scarti in base al loro materiale.

2. Triturare il materiale raccolto

Per essere certi che il materiale si sciolga correttamente, è necessario sminuzzare gli scarti raccolti con l’aiuto di un trituratore.

3. Inserire il materiale nel sistema di estrusione

Una volta triturati, i granuli di materiale devono essere inseriti nel sistema di estrusione del macchinario, dove verranno fusi. Una volta sciolti, il sistema inizierà a estrudere normalmente il filamento.

4. Impostare il meccanismo di estrazione

Una volta ottenuto il filamento, è necessario alloggiare un meccanismo di estrazione automatica sulla bobina vuota, in modo da riempirla con il nuovo filamento. Un motore che muove la bobina in senso orario dovrebbe bastare. Ciò che conta, è che il filamento sia avvolto saldamente intorno alla bobina.

5. Stampare con il filamento home-made

La bobina ottenuta dal riciclaggio del filamento ha generalmente una tonalità verdastra e si presta molto bene a esercizi di stampa sperimentale e alla realizzazione di strumenti fai-da-te. Se si cercano invece componenti altamente performanti, è meglio usare un filamento acquistato regolarmente.

Certamente, il filamento finale non sarà buono come una bobina nuova e avrà dei difetti a livello di caratteristiche tecniche e meccaniche, ma è possibile ottenere ugualmente ottimi risultati, a patto che la performance della stampa non sia così importante.

Realizzando da soli il vostro filamento, non solo ridurrete di molto la vostra impronta ambientale, ma a lungo andare risparmierete sull’acquisto di nuove bobine.

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