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La stampa 3D sostituirà la comune manifattura?

By Ottobre 18, 2022Settembre 14th, 2023stampa 3D, Zaxe

Il mondo della manifattura non lascia margine di errore.

I produttori hanno snellito e ottimizzato le loro filiere in maniera tale da renderle sufficientemente veloci, economiche e affidabili, e massimizzare così gli introiti. In un ambiente rischioso, ma anche redditizio, come l’industria manifatturiera, sembra non esserci modo di introdurre alcuna innovazione.

L’additive manufacturing, con i suoi vantaggi e con i suoi difetti, è diventata un riferimento all’interno della filiera, anche se si ritiene che, tuttora, non abbia minimamente raggiunto il suo vero potenziale.

 

Ma può la stampa 3D rimpiazzare la manifattura tradizionale?

Perché la stampa 3D può subentrare alla comune manifattura

L’idea di trasformare dei modelli virtuali in oggetti concreti stuzzica molto la fantasia del pubblico.

La flessibilità e la libertà che l’additive manufacturing offre la rende adatta alle industrie che non devono produrre oggetti in massa, ma che necessitano dell’aiuto di una “terza parte” nella creazione di modelli o nella prototipazione.

Inoltre, la stampa 3D ha alcuni vantaggi che la fanno emergere in confronto agli altri metodi produttivi. 

Flessibilità

Quello di riuscire a trasformare un file digitale in un oggetto tridimensionale in breve è il primo selling point della stampa 3D: il macchinario è facile e veloce da installare, e il suo uso non è limitato, come nel caso delle altre filiere, dai suoi strumenti.

Minori costi di entrata

Innanzitutto, il costo di una stampante 3D è decisamente inferiore al costo di un comune macchinario industriale: una stampante 3D da scrivania costa meno di 500 euro, mentre la versione industriale costa intorno ai 4000 euro.
L’additive manufacturing, con la sua velocità e la sua scalabilità, si inserisce bene all’interno di aziende in crescita e che si aspettano un rapido ritorno sull’investimento.

Potenziale di miglioramento

I metodi produttivi comuni hanno avuto ampiamente modo di evolversi, mentre la stampa 3D, che ha cominciato a farsi conoscere soltanto all’inizio degli anni 2000, ha ancora molto margine di miglioramento.

Le lacune della stampa 3D

Come ogni altro metodo produttivo, anche l’additive manufacturing ha i suoi pro e i suoi contro.
Nonostante i vantaggi che abbiamo elencato, ci sono alcune carenze che tuttora vietano alla tecnologia 3D di vincere del tutto la concorrenza tradizionale.

Innanzitutto, la velocità della filiera 3D non riesce ancora a reggere il confronto con i metodi classici in termini di “produzione di massa”.

Inoltre, le linee che segnalano i layers indeboliscono strutturalmente ed esteticamente il modello.

Infine, è da considerare il volume ridotto di stampa e una maggiore aspettativa di inaccuratezza.

Stampa 3D vs manifattura comune

La stampa 3D sostituirà gli altri metodi produttivi?

Naturalmente, al di là dal miglioramento delle caratteristiche intrinseche di velocità, accuratezza e qualità, il ruolo che la stampa 3D rivestirà in futuro sarà determinato da tanti fattori anche sociali e culturali, come l’integrazione dell’intelligenza artificiale multiuso, la diffusione dei macchinari 3D nei contesti domestici, il miglioramento ulteriore dei filamenti, e così via.

Attualmente, l’additive manufacturing è già in uso in differenti settori e il suo effettivo potenziale ancora sconosciuto.

Tuttavia, nonostante in molti credano ciecamente nelle possibilità evolutive della tecnologia, c’è ancora dello scetticismo in merito alla superiorità della stampa 3D sulle manifatture classiche.

Non c’è dubbio che la stampa 3D avrà in futuro un ruolo più rilevante, ma è più probabile che si arriverà a una coesistenza sinergica tra i vari metodi produttivi.

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