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Le Nuove Raise3D Pro 2 e Pro 2 Plus

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RAISE3D SERIES Pro2 / Pro2 Plus

Stampanti professionali pronte per essere utilizzate a livello industriale per la produzione in piccole serie.

Con l’uscita della nuova serie Pro 2 Raise3D ha implementato una serie di caratteristiche importanti che la rendono a tutti gli effetti una stampante 3D adatta ad essere utilizzata a livelli industriali per la produzione in piccole serie.

I modelli Pro2 e Pro 2 Plus differiscono solo per dimensioni: la prima ha un volume di stampa di 305X305X300 mm mentre la seconda di 305X305X600

Specifiche tecniche

Pro 2

STAMPANTE

Volume di stampa (W×D×H): 305×305×300 mm
Dimensioni della macchina (W×D×H): 616×590×755 mm
Testina di stampa: Doppio estrusore con sistema elettronico di sollevamento
XYZ risoluzione: 0.78125, 0.78125, 0.078125 micron
Velocità di stampa: 30 – 150 mm/s
Piano di stampa: Piano in alluminio riscaldato a tenuta magnetica, Max. temp. 110 °C
Calibrazione del piano: Pre calibrato dalla casa
Materiali supportati: Nylon, PLA, ABS, PC, TPU 95A, PP, PVA, PETG, Filled, PLA, Filled Nylon
Diametro del Nozzle : 0.2/ 0.4/ 0.6/ 0.8mm
Max Temp. Nozzle: 300 ºC
Connettività: Wi-Fi, LAN, USB port
Monitoraggio: Live camera

SOFTWARE
Slicing Software: ideaMaker
File supportati: STL, OBJ

CONTROLLER DELLA STAMPANTE
Interfaccia:  Touch screen 7 pollici
Ripresa della stampa a seguito di interruzione di corrente: Seconda Generazione
Porte: Sdcard*1, Usb2.0*2, Ethernet*1

Pro 2 Plus

STAMPANTE

Volume di stampa (W×D×H): 305×305×600 mm
Dimensioni della macchina (W×D×H):616×590×1107 mm
Testina di stampa: Doppio estrusore con sistema elettronico di sollevamento
XYZ risoluzione: 0.78125, 0.78125, 0.078125 micron
Velocità di stampa: 30 – 150 mm/s
Piano di stampa: Piano in alluminio riscaldato a tenuta magnetica, Max. temp. 110 °C
Calibrazione del piano: Pre calibrato dalla casa
Materiali supportati: Nylon, PLA, ABS, PC, TPU 95A, PP, PVA, PETG, Filled, PLA, Filled Nylon
Diametro del Nozzle : 0.2/ 0.4/ 0.6/ 0.8mm
Max Temp. Nozzle: 300 ºC
Connettività: Wi-Fi, LAN, USB port
Monitoraggio: Live camera

SOFTWARE
Slicing Software: ideaMaker
File supportati: STL, OBJ

CONTROLLER DELLA STAMPANTE
Interfaccia:  Touch screen 7 pollici
Ripresa della stampa a seguito di interruzione di corrente: Seconda Generazione
Porte: Sdcard*1, Usb2.0*2, Ethernet*1

Case studies – Stampa 3D nella Fotografia

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In questo interessante “case history” Zortrax con la sua M200 si mette in gioco modellando e stampando un diffusore flash.

L’obbiettivo era quello di stampare un diffusore customizzabile per ogni macchina fotografica con prestazioni molto simili a quelli che si possono trovare sul commercio.

I materiali utilizzati sono Z-HIPS per le sue caratteristiche meccaniche e di resistenza e Z-GLASS per la traslucenza.

I pezzi sono stati stampati con uno spessore di 0.19 per layer, in 2 ore per il diffusore più piccolo e 10 ore per quello più grande.

Il risultato finale dimostra che la stampa 3D non solo è adatta al campo della fotografia ma permette di creare componenti personalizzati che non sarebbe possibile ottenere in nessun altro modo in tempi brevi ed economicamente.

case studies – stampa 3D per l’architettura

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Nel campo architettonico i rendering non sono sufficienti per mostrare il proprio operato a un cliente. Molto spesso viene richiesto di creare un modello fisico del progetto e solitamente la costruzione di questi modelli richiede giorni ( e notti) di lavoro.

La stampa 3D può essere utilizzata come tecnica alternativa ai tradizionali metodi di realizzazione. Infatti permette di ricreare precisamente e velocemente modelli complessi.

Case studies – Il colosso dell’elettronica Bosh e la stampa 3D

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Molte aziende italiane non prendono in considerazione l’implementazione all’interno del processo produttivo delle tecnologie additive perchè nonostante siano già da tempo presenti sul mercato fanno parte di un mondo ancora sconosciuto in quanto a potenzialità. La stampa 3D permette, tra le tante cose, di velocizzare ed economizzare il processo di prototipazione e di realizzazione di parti di ricambio.

Come case history quello di Bosh, colosso nel mondo della tecnologia, che ha iniziato ad utilizzare la stampa 3D in un suo stabilimento in Francia a Mondeville.

Le estremità dei robot di Bosh impegati nella linea di produzione sono soggette ad usura e rottura frequenti. I costi di riparazione si aggirano intorno ai 450 Euro per kit. Grazie alle stampanti Zortrax è stato possibile riprodurre le estremità con un materiale più resistente ed economico abbattendo così i costi e i tempi di fermo delle macchine.

Grazie all’implementazione della tecnologia 3D Bosch ha potuto prolungare la vita dei componenti utilizzati per testare le funzionalità dei prodotti e ridurre i costi derivati dall’usura di questi ultimi risparmiando 80.000 Euro annui.