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novembre 2017

Case studies – Stampa 3D nella Fotografia

By | stampa 3D, Uncategorized | No Comments

In questo interessante “case history” Zortrax con la sua M200 si mette in gioco modellando e stampando un diffusore flash.

L’obbiettivo era quello di stampare un diffusore customizzabile per ogni macchina fotografica con prestazioni molto simili a quelli che si possono trovare sul commercio.

I materiali utilizzati sono Z-HIPS per le sue caratteristiche meccaniche e di resistenza e Z-GLASS per la traslucenza.

I pezzi sono stati stampati con uno spessore di 0.19 per layer, in 2 ore per il diffusore più piccolo e 10 ore per quello più grande.

Il risultato finale dimostra che la stampa 3D non solo è adatta al campo della fotografia ma permette di creare componenti personalizzati che non sarebbe possibile ottenere in nessun altro modo in tempi brevi ed economicamente.

case studies – stampa 3D per l’architettura

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Nel campo architettonico i rendering non sono sufficienti per mostrare il proprio operato a un cliente. Molto spesso viene richiesto di creare un modello fisico del progetto e solitamente la costruzione di questi modelli richiede giorni ( e notti) di lavoro.

La stampa 3D può essere utilizzata come tecnica alternativa ai tradizionali metodi di realizzazione. Infatti permette di ricreare precisamente e velocemente modelli complessi.

Case studies – Il colosso dell’elettronica Bosh e la stampa 3D

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Molte aziende italiane non prendono in considerazione l’implementazione all’interno del processo produttivo delle tecnologie additive perchè nonostante siano già da tempo presenti sul mercato fanno parte di un mondo ancora sconosciuto in quanto a potenzialità. La stampa 3D permette, tra le tante cose, di velocizzare ed economizzare il processo di prototipazione e di realizzazione di parti di ricambio.

Come case history quello di Bosh, colosso nel mondo della tecnologia, che ha iniziato ad utilizzare la stampa 3D in un suo stabilimento in Francia a Mondeville.

Le estremità dei robot di Bosh impegati nella linea di produzione sono soggette ad usura e rottura frequenti. I costi di riparazione si aggirano intorno ai 450 Euro per kit. Grazie alle stampanti Zortrax è stato possibile riprodurre le estremità con un materiale più resistente ed economico abbattendo così i costi e i tempi di fermo delle macchine.

Grazie all’implementazione della tecnologia 3D Bosch ha potuto prolungare la vita dei componenti utilizzati per testare le funzionalità dei prodotti e ridurre i costi derivati dall’usura di questi ultimi risparmiando 80.000 Euro annui.